Parlare delle vacanze
Espressioni idiomatiche, e quando è meglio non usarle.
Gli idiomi rappresentano uno degli ultimi passaggi verso un inglese davvero naturale, ma sono anche tra gli elementi che vengono utilizzati più spesso nel modo sbagliato. Molti li imparano con l’obiettivo di sembrare più fluenti, ma inserirne uno in una situazione inadatta produce spesso l’effetto contrario: la frase sembra artificiale, quasi fosse stata presa da un elenco di espressioni da memorizzare.
Le dieci espressioni presenti qui sono invece formule che si incontrano realmente nelle conversazioni quotidiane. Sono organizzate in base alle diverse situazioni in cui possono essere utilizzate e, soprattutto, viene indicato anche quando è meglio evitarle.
L’attesa e il desiderio
Counting down the days, I could do with a change of scenery e unwind and switch off appartengono al linguaggio tipico di chi è stanco della routine e non vede l’ora di staccare. Sono espressioni che potresti facilmente sentire in ufficio, soprattutto avvicinandosi alle vacanze. Particolarmente utile è I could do with, una formula spesso sottovalutata che significa “avrei proprio bisogno di” e può essere utilizzata in moltissimi contesti: I could do with a coffee, per esempio, equivale a “avrei proprio bisogno di un caffè”.
Pianificare o improvvisare
Qui trovi uno dei contrasti più interessanti della scheda: da una parte I plan my holidays down to the last detail, dall’altra we're winging it e we're playing it by ear. Sono due modi completamente diversi di affrontare una vacanza: pianificare ogni dettaglio oppure decidere strada facendo. L’inglese dispone di espressioni molto efficaci per descrivere entrambe le situazioni. Toying with the idea occupa una posizione intermedia: l’idea esiste, la stai considerando, ma non hai ancora deciso se trasformarla in qualcosa di concreto.
Il bilancio
Tick a few places off my bucket list e a holiday from our holiday introducono invece una componente più ironica. La seconda, in particolare, è una battuta tipicamente autoironica: impararla è utile non soltanto per comprenderla quando la pronuncia qualcun altro, ma anche per poter giocare con la lingua e partecipare a questo tipo di umorismo, cosa che difficilmente viene insegnata nei manuali.
Quando non usarle
La regola più utile è semplice: un idioma per conversazione, e soltanto quando ti viene naturale. In una mail professionale, durante una presentazione o con una persona appena conosciuta, dire we're winging it può risultare fuori posto; in quei contesti sarebbe molto più appropriato dire we haven't finalised the details. Gli idiomi appartengono soprattutto al registro informale e contribuiscono a creare un senso di familiarità. Usarli con una persona con cui non hai ancora quel tipo di rapporto può essere un po’ come rivolgersi subito con il “tu” a un cliente che hai appena incontrato. Il paradosso è che il segnale migliore di un idioma usato bene è proprio che nessuno si accorga che lo hai usato.
Nota di pronuncia
Itinerary è una delle parole che crea più difficoltà nella pronuncia: ha quattro sillabe, l’accento cade sulla seconda e la pronuncia è /aɪˈtɪnərəri/. In unwind, invece, la i è lunga, come nel verbo wind quando significa “avvolgere”, non come il sostantivo wind riferito al vento. Infine, scenery si pronuncia /ˈsiːnəri/: all’inizio c’è semplicemente il suono /s/, quindi la c non deve essere pronunciata.
Come si usa questa scheda
Flashcard. Anche qui parti dall’italiano e prova a recuperare l’espressione inglese senza affidarti alla traduzione parola per parola: con gli idiomi, infatti, questo approccio funziona raramente. Riscrittura del registro. Scegli tre frasi e trasformale come se dovessi inserirle in una mail di lavoro. È un esercizio particolarmente utile perché ti abitua a distinguere non soltanto ciò che è grammaticalmente corretto, ma anche ciò che è appropriato in base alla situazione.
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