Errori comuni degli italiani in inglese
Falsi amici, collocazioni e preposizioni che tradiscono.
A questo livello, gli errori legati ai tempi verbali sono ormai quasi del tutto superati. Le difficoltà più sottili sono altre: termini che sembrano perfetti ma hanno un significato diverso, verbi che richiedono preposizioni differenti da quelle che useremmo in italiano e combinazioni di parole formalmente corrette, ma che un madrelingua difficilmente sceglierebbe.
Sono proprio questi gli errori che non compromettono necessariamente la comprensione, ma fanno percepire immediatamente che chi parla non è madrelingua. E nell’inglese utilizzato in ambito professionale, questa differenza può diventare particolarmente evidente. Per questo ho selezionato dieci degli errori che incontro più frequentemente anche tra gli studenti di livello avanzato.
Andiamo più a fondo
I falsi amici che riguardano le persone (card 3, 7)
Tra i casi più insidiosi ci sono sensible e sympathetic, soprattutto perché vengono utilizzati per descrivere le persone e quindi possono creare fraintendimenti importanti. Dire che un collega è sympathetic significa definirlo comprensivo, capace di mostrare empatia, magari in una situazione delicata. Se invece vuoi dire che è “simpatico”, sono più adatti termini come nice o likeable. Allo stesso modo, sensible significa ragionevole, equilibrato o pratico, mentre “sensibile” si traduce con sensitive. In una presentazione professionale o in una referenza, scegliere la parola sbagliata può cambiare parecchio il messaggio.
Le preposizioni che vogliono il gerundio (card 1, 8)
Anche look forward to seeing you può sembrare strano a chi ragiona in italiano, ma è perfettamente corretto. Il punto fondamentale è capire che quel to non introduce un infinito: è una preposizione. E dopo una preposizione, in inglese, il verbo assume la forma in -ing. Lo stesso meccanismo si ritrova in espressioni come used to, object to e be committed to. In questi casi la regola è molto semplice: quando to è una preposizione, il verbo successivo va al gerundio.
Le collocazioni (card 5)
Un altro esempio classico è make a party. La frase può sembrare perfettamente costruita dal punto di vista grammaticale, ma in inglese non è l’espressione naturale. Si usa have o throw: have a party oppure throw a party. Questo ci porta al problema delle collocazioni, una delle difficoltà più avanzate della lingua, perché non seguono vere e proprie regole grammaticali. Bisogna imparare quali parole tendono naturalmente a stare insieme: make a decision, ma take a photo; do business, ma make money. Non basta quindi tradurre dall’italiano: queste combinazioni vanno riconosciute, memorizzate e accumulate nel tempo.
Come te lo ricordi
A un livello avanzato, quindi, il controllo più importante non è sempre grammaticale. È soprattutto un controllo sulla provenienza della parola. Quando un termine inglese ti sembra immediato proprio perché assomiglia moltissimo a quello italiano, vale la pena fermarsi un istante e verificarne il significato. Parole come eventually, actually, sensible, sympathetic, morbid ed estate dimostrano bene che una somiglianza apparentemente rassicurante può essere, in realtà, il segnale di una trappola.
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